“Preferisce Messi o Ronaldo?”.

5 Febbraio 2024

Preferisce Messi o Ronaldo?”.

Sono all’Arena del sole, uno dei teatri più importanti di Bologna, presenti 600 ragazzi. Ho appena terminato una replica di Fisica Sognante e il dibattito sta andando avanti da 45 minuti. Si è parlato di tutto: scuola, impegno, sogni, viaggi, responsabilità, intelligenze multiple e il tempo è volato: “Dai, un’ultima domanda e poi ci salutiamo”. Le mani alzate erano tante, difficile scegliere. Poi vedo un ragazzino che si sbracciava più degli altri e do a lui il fardello di chiudere l’incontro: “Preferisce Messi o Ronaldo?”. “Colpa mia” penso, “che mi rendo disponibile a rispondere a qualunque domanda…”. I ragazzi rumoreggiano, sghignazzano, partono anche alcuni cori da stadio: non proprio ciò che avrei voluto per chiudere, ma almeno mi da il tempo di pensare.

Non esistono domande sciocche, ma solo risposte superficiali”. Sono anni che ripeto questa battuta della conferenza-spettacolo appena conclusa come fosse un mantra e mentre i ragazzi ritrovano calma e concentrazione me la sento stampata in testa.

Ti rispondo, giuro, ma prima devo confessarvi che non seguo il calcio” – brusio di disapprovazione e, forse, sorpresa.

Perché? Vedete, sono 22 persone che si litigano un pallone, mentre io , da solo, gioco con sette!” – risatine sparse, forse non hanno capito la battuta o, semplicemente, fa ridere solo i giocolieri.

Scherzi a parte, trovo il calcio uno sport bellissimo: quando mio fratello giocava ero il prototipo del tifoso; quando ci sono i mondiali non perdo una partita… Ma a seguire serie A, scusate, non ce la faccio. Perché? Vedere atleti-adulti buttarsi a terra per rigori inesistenti, società calcistiche avvallare questi comportamenti e tifoserie intere incoraggiarli e giustificarli mi da grande tristezza. Trattano uno sport bellissimo come fosse un giochino, e questo non mi piace… ma la tua domanda verteva su altro. Vedi, l’unica risposta possibile, e spero di non deluderti, è che non ho le competenze per scegliere” – vociare che non nasconde delusione.

Ragazzi, è sempre così e ne avevo parlato anche durante la performance, non so se avevate colto: se non si sa qualcosa, se non si hanno conoscenze o competenze su un dato argomento, è meglio tacere”. Applauso. Buio. Sipario.

Vorrei però ora aggiungere al racconto due riflessioni.

Innanzitutto è sempre possibile dare un’opinione su un argomento, anche se non si è specialisti, ma sarebbe opportuno (obbligatorio?) sottolinearlo. E se dell’argomento non si sa proprio nulla (come nell’esempio riportato) credo si dovrebbe tacere: dal singolo cittadino in pubblica piazza sino al politico nazionale in TV.

Ultima cosa, ma non per importanza, che vorrei condividere nasce da un commento a questo racconto: “Fuori dal teatro doveva cacciarlo, questo furbetto”. Non vi dico da parte di chi è arrivato il consiglio, ma condivido la mia posizione (esternata anche al mio interlocutore): no. Ogni domanda può esser spunto per una riflessione, per andare oltre, per crescere insieme. Questo è vero al bar, in classe, su un palco. E credo che proprio i ragazzi, che a volte non resistono dal “buttarla sul ridere”, abbiano bisogno invece di capire come prendere la parola, condividere e “chiedere in prestito” il tempo degli altri, così prezioso, siano atti importanti. E prenderli sul serio è il primo passo per aiutarli a farlo.

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3 commenti

  • Ciao Federico

    Ottima risposta. Non avrei saputo fare di meglio.
    (io il calcio proprio non lo sopporto …)

    Se facessero una domanda così a me risponderei con un vaffa … e invece, vedi, concordo con te: è sbagliato.
    C’è sempre l’occasione per imparare e per tentare di insegnare qualcosa.

    Grazie

    Quando ripassi per la bergamasca?

  • Grazia bonetti

    Buongiorno. Gradirei molto assistere ad uno spettacolo conferenza. Magari a Bologna che posso raggiungere con un treno.
    E possibile avere il calendario?
    Grazie

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