Più in alto!

Più in alto!

Puoi allenarti quanto vuoi, rendere il tuo stile unico, la tua routine varia, far roteare il diablo intorno al corpo o sulle bacchette, lasciare che il filo disegni improbabili geometrie, eseguire piroette su piroette… ma sempre, tra il pubblico, ci sarà qualcuno che griderà “più in alto”!
Il diablo è un attrezzo di giocoleria a forma di clessidra che si manovra attraverso due bacchette legate insieme da un filo, e il suo nome neanche a farlo apposta – o forse sì – vuol dire (dal greco) “lanciare oltre”.
Per poterlo scaraventare in aria, basta aprire le braccia in modo simmetrico, così che le componenti orizzontali della tensione della corda si annullino: se si tirasse più a destra, l’attrezzo andrebbe da quella parte, se si tirasse più a sinistra, si sposterebbe verso sinistra. Tendendo quindi il filo in egual modo a destra e a sinistra, repentinamente, senza bisogno di muovere le braccia verso l’alto o di fare un salto, come in una grande balestra, la clessidra è scaraventata verso il cielo.

Quando imparai a usarlo, lo feci in casa dei miei genitori che, dopo poco, dovettero rimbiancare il soffitto, a causa dei segni neri che l’attrezzo lasciava sull’intonaco. Spinto così ad allenarmi all’aperto, incontrai il primo vero problema di ogni diabolatore: il vento! Ho detto “problema”, perché va gestito, ma non si tratta per forza di un nemico. Se il vento ti colpisce in faccia o alle spalle, le calotte del diablo fungono da vela e lui si trova sospinto in avanti o indietro… a volte con esiti nefasti, sia per il pubblico che per l’esibizione!

Ricordo ancora quando, anni fa, durante una performance in riva al mare feci uno dei potenti lanci finali e il diablo, appena superata la barriera che costituiva il fondale del palco, partì verso il pubblico sospinto dalla naturale brezza serale che sempre soffia, di notte, verso l’entroterra. Per fortuna cadde in un corridoio dove non c’erano persone sedute… Se invece il vento arrivasse di lato, ciò influenzerebbe l’altezza del lancio.
Come ho raccontato in Naturalmente bello, per giocare con il diablo lo si deve far ruotare. In questo modo il vento lo colpisce lateralmente e la sua velocità si va a sommare (o a sottrarre) a quella di rotazione! L’aria si troverà così a scorrere più velocemente sopra che sotto o viceversa. Questa differenza di velocità, per la legge di Bernoulli, si traduce in una differenza di pressione, come visto in Volo anch’io! No, tu no!, e dunque in portanza (effetto conosciuto come “effetto Magnus”): una spinta che porterà il diablo ad alzarsi più del dovuto o a essere trattenuto verso il basso.

Ma ora ditemi voi, vi conviene avere il vento alla vostra destra o alla vostra sinistra?

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Il presente articolo è stato pubblicato sulla rubrica “Fisica? Un gioco.” – Sapere, ottobre 2019 – ed. Dedalo.

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