Una parentesi sui Cigar Boxes

Una parentesi sui Cigar Boxes

 

Uno degli attrezzi più snobbati dai giocolieri sono i “mattoni”. Se vi state chiedendo “cosa sono?”, vuol dire che ho ragione: i giocolieri proprio li snobbano! Apro una parentesi: è vero, i mattoni sono poco usati, ma proprio per questo chi li sa usare è molto prezioso, sul mercato…

Conosciuti anche come Cigar Boxes (in passato si usavano le scatole di sigari) sono veri e propri parallelepipedi e… E adesso devo aprire un’altra parentesi: tenetevi forte! I parallelepipedi, così come Babbo Natale o i maschi fedeli, non esistono! Nel senso che uscire per strada e trovare un parallelepipedo, letteralmente, o il numero 7, è impossibile. I parallelepipedi, come le rette, i punti e tutti gli oggetti della matematica sono astrazioni, invenzioni della nostra mente che ci permettono di rappresentare, descrivere, modellizzare. E dunque, quando diciamo “sono parallelepipedi” intendiamo che “sono pensabili come dei parallelepipedi”.

Ma torniamo a noi: i mattoni da giocoliere sono (pensabili come dei) parallelepipedi identici e… E adesso devo aprire ancora un’altra parentesi! Gli oggetti identici non esistono. Possiamo solo pensarli come tali, considerando la naturale imprecisione degli strumenti di misura o la fallacia dei nostri sensi. Tuttavia, parentesi dopo parentesi, in realtà degli “oggetti identici” esistono, ma non sono oggetti macroscopici, come i mattoni: sto parlando delle particelle subatomiche! Ogni elettrone del nostro corpo è identico a ogni altro elettrone del cosmo, ma addentrarci in simili questioni aprirebbe un’ulteriore parentesi non da poco sui problemi filosofico-interpretativi della fisica quantistica… e non è questa la parentesi giusta in cui approfondire questo tema. Ci sarà tempo.

Quindi, ricapitolando, i mattoni da giocoliere sono (pensabili come dei) parallelepipedi (approssimativamente) identici. I giocolieri ne tengono tipicamente uno per mano, ne stringono in mezzo un terzo (o più di uno) ed eseguono esercizi in cui, passando sempre attraverso questa posizione di base, cambiano verso, impugnatura, inclinazione dei mattoni, oppure li scambiano, li fanno roteare… Come ci riescono? Eseguendo piccole flessioni!

Immaginate di tracciare su un foglio una linea che sale e scende mentre qualcuno, di lato, tira il foglio. Quello che otterreste sarebbe (pensabile come) una parabola rivolta verso il basso, grafico che in matematica raffigura il moto nel tempo di un oggetto che è lanciato verso l’alto e ricade al suolo. Il vertice di questa parabola ha tangente orizzontale, il che in fisica significa che l’oggetto ha velocità nulla rispetto al suolo. Ecco, è intorno a quel punto, quando i mattoni sono praticamente fermi, che il giocoliere esegue l’esercizio. Dando l’illusione che ci sia una sorta di calamita che li attira e…

E ora dovrei aprire un’ulteriore parentesi, ma direi che per questa volta è abbastanza! Non vorrei rompere le scatole… di sigari!

 

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Il presente articolo è stato pubblicato sulla rubrica “Fisica? Un gioco.” – Sapere, aprile 2017 – ed. Dedalo.

Se siete interessati al tema AIF mi ha pubblicato un libro dal titolo Fisica sognante e sono anni che porto in giro per l’Italia e non solo una conferenza-spettacolo omonima, che parla proprio di fisica della giocoleria.

 

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