StimiAmo?

StimiAmo?

Mentre scrivo la scuola è appena iniziata. E come tutti gli anni la collega di Matematica e Fisica che insegna nella sezione parallela alla mia ha posto ai suoi ragazzi di terza (liceo!) la solita domanda: “Quanti litri d’acqua ci staranno, circa, nella vasca da bagno di casa vostra?”. Ecco, questa è una di quelle domande che non ho mai avuto il coraggio di fare. Non tanto per evitare le classiche “Solo docce a casa mia!” o “Mica ci laviamo noi, prof!”, ma perché le risposte “serie” mi spaventano davvero. Ho messo volutamente le virgolette perché quando si dà una risposta numerica, ma in pratica senza pensare, a volte anche senza respirare tra una parola è l’altra, restando in apnea non appena finito di parlare, non si può dire che si sia fatto seriamente il proprio dovere.

Ciò che gli alunni della mia coraggiosa collega erano stati chiamati era un’operazione di “stima”. Ancor prima, però, sono stati chiamati a “pensare”. Semplicemente. Purtroppo, soprattutto quando si parla di matematica o, peggio ancora, di numeri, il “pensare” è l’ultima cosa che viene in mente. E così arrivano le classiche “Sei litri” e “Dieci” e qualche sporadico “Cinquanta!”.

Ma quanta acqua ci sta quindi, circa, in una vasca? Considerato che non riesco mai a sdraiarmici, non sarà più lunga della mia altezza. Diciamo un 1,65m. E visto che ho le spalle di circa mezzo metro e mi ci incastro, diciamo che è larga 50 cm e, a occhio, mi sembra tanto profonda quanto larga. Da cui 0,4125 metri cubi. E visto che in un metro cubo ci sono mille litri (un litro equivale ad un decimetro cubo), per riempire una vasca da bagno servono 400 litri abbondanti.

 

Problemi di questo tipo vengono anche chiamati problemi di Fermi (sembra che il famoso fisico amasse porsi di questi quesiti e provare a rispondervi senza ovviamente fare ricerche in rete…) e consistono essenzialmente nel fare ipotesi motivate su quantità impossibili da calcolare altrimenti (data la mancanza di dati) e nel dedurre con la logica una risposta che ci dia l’ordine di grandezza del risultato cercato.

Sono innumerevoli le domande a cui sembra impossibile rispondere, e invece una risposta con un ragionevole grado di approsimazione si può trovare senza far ricerca alcuna. Eccone alcuni esempi: se mettessimo in fila i capelli che avete in testa, dove arriveremmo? O ancora, quanto carbone servirebbe per alimentare Bologna per un anno? E, non ci crederete, ma si può trovar risposta anche a questa domanda: quanti accordatori di pianoforte ci sono a Chicago?

 

L’utilià? Beh, oltre a costringerci a pensare (che non fa mai male), esercitarci su questi problemi ci permette di disporre di uno strumento molto utile per poter comprendere meglio il mondo in cui viviamo e per difenderci dalle frodi del tipo “Ti piace vincere facile?” o ancora “Al Circo Massimo c’erano due milioni di persone!“.

 

Il presente articolo è stato pubblicato sulla rubrica “Fisica? Un gioco.” – Sapere, dicembre 2016 – ed. Dedalo.

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