Mi butto?

Mi butto?

Da bambino sognavo di lanciarmi dai tetti con una sportina come paracadute, ma non ne ebbi mai il coraggio…potrei farlo oggi? Mi butto?

Un corpo in caduta è soggetto essenzialmente a due forze: il peso, che lo trascina verso il basso, e l’attrito con l’aria, che ne frena il moto. La prima dipende dalla massa del corpo ed è quindi costante, la seconda invece rappresenta l’effetto frenante dovuto agli urti con le molecole del fluido: aumenta al crescere o della violenza degli urti, e quindi della velocità di caduta, o del loro numero, e quindi della superficie che si oppone al moto. Per farne esperienza diretta provate, mentre andate in auto, a mettere una mano fuori dal finestrino, prima col palmo parallelo al suolo e poi ruotandola di 90°, e ripetete questo esperimento a diverse velocità…ma rispettando i limiti, mi raccomando!

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Nell’istante in cui ci si lancia, la velocità di caduta rispetto all’aria è nulla e quindi è nullo l’attrito: l’unica forza in gioco è il peso. Al crescere però della velocità cresce l’effetto frenante: cadremmo cioè sempre più velocemente, ma accelerando sempre meno.

…sino a che…

Sino a che peso e attrito non si eguaglieranno. A quel punto la somma delle forze a cui siamo soggetti sarà zero e quindi, per il principio d’inerzia, sarà nulla anche l’accelerazione. Visto in altri termini: effetto accelerante del peso e frenante dell’attrito si bilanceranno, annullandosi, e visto che il peso è costante e l’attrito non può aumentare senza che aumenti la velocità, la velocità di caduta non potrà che restar costante.

Per un uomo che precipita senza assumere posizioni particolari tale velocità è di circa 200 Km/h. Basandosi sullo stesso principio, con l’utilizzo di particolari tute che fanno assomigliare il paracadutista ad uno scoiattolo volante, si riesce a diminuire la velocità di caduta a paracadute chiuso di un quarto, aumentando così, e non di poco, il tempo di volo e quindi la possibilità di fare acrobazie. L’austriaco Baumgartner, invece, lanciandosi da 39km (una regione in cui l’atmosfera è talmente rarefatta da poter trascura gli attriti in gioco) ha raggiunto i 1.342 Km/h.

All’apertura del paracadute si ha un aumento repentino della superficie che si oppone al moto e quindi dell’attrito. La velocità da quel momento comincia a calare bruscamente, ma più cala più diminuiscela forza frenante: cadremmo quindi sempre meno velocemente e decelerando sempre meno.

…sino a che…

Sino a che peso e attrito non si eguaglieranno nuovamente. Ma questa volta, grazie alla grande superficie del paracadute, la velocitàdi caduta sarà minore…ma di quanto?

Con un paracadute di 50m2 sarebbe di circa 20 Km/h…ma una sportina, ammesso che regga le forze in gioco senza rompersi, aumenterebbe la superficie di troppo poco per assicurarmi un dolce atterraggio…

 

Il presente articolo è stato pubblicato sulla rubrica “Fisica? Un gioco.” – Sapere, giugno 2014 – ed. Dedalo.

questo invece il VIDEO della mia esperienza come paracadutista… (per utenti FB)

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