La matematica del gioco d’azzardo – corso di aggiornamento

Non puoi battere un tavolo da roulette, a meno che non rubi soldi da questo” – A. Einstein
Un dollaro vinto è due volte più dolce di un dollaro guadagnato” – P. Newman
“[Il gioco] è figlio dell’avidità, fratello dell’iniquità, padre del male” – G. Washington

(anche in streaming)

Non credo che serva elencare tutti i motivi per cui l’azzardopatia[1], oggi, sia un problema sociale. Una piaga che colpisce, in primis, i nostri ragazzi: le prime generazioni in cui il gioco d’azzardo è visto come una attività sociale accettabile, una possibile fonte di guadagno, una possibilità di carriera alternativa allo studio.
Voglio però portare all’attenzione di tutti voi una serie di riflessioni emerse da vari studi:
–    Innanzitutto l’uomo ha sempre avuto un vantaggio evolutivo nel trovare somiglianze, sequenze e regolarità. Dalla paura del disordine alla ricerca e alla divinazione dell’ordine il passo fu breve e oggi, l’uomo, è una macchina programmata per cercare relazioni… Anche quando non ci sono.
–    Una spiegazione ai comportamenti dei giocatori d’azzardo patologici risiede nell’idea che ognuno di noi ha di come dovrebbe essere il caso: regole estetiche che dovrebbe seguire poter essere riconosciuto come tale.
–    Il gioco d’azzardo patologico è più diffuso tra le minoranze etniche, i meno abbienti e, soprattutto, i meno acculturati
–    La diffusione del gioco d’azzardo è in aumento in tutti i paesi che l’hanno legalizzato a causa delle maggiori opportunità, offerte, richieste e… pubblicità. Pubblicità che troppo spesso sono fuorvianti.
–    Recenti studi evidenziano come, tra i fattori di rinforzo/protezione ci siano sport, hobby, famiglia, amici e scuola.
–    I candidati più a rischio di GAP sono coloro che hanno tempo disponibile, accesso al denaro, ma soprattutto che reputano il gioco d’azzardo una attività legittima e conveniente.

Basterebbe questo breve elenco per sottolineare come la scuola abbia il dovere di lavorare sulla matematica del gioco d’azzardo. Ma a tutto questo aggiungo un grafico che parla da solo.

tratto da "Cultura scientifica e comportamento economico: quanto ci costa il gioco d’azzardo?" di Pierluigi Contucci, Università di Bologna

La cultura scientifico-matematica è un fattore di protezione contro l’azzardopatia: non abbiamo più scuse.

Il corso di aggiornamento prevede:
–    Una riflessione sul ruolo della scuola nella lotta contro l’azzardopatia.
–    Un approfondimento degli strumenti matematici più utili per lo studio della matematica del gioco d’azzardo e l’applicazione degli stessi ai giochi più conosciuti: roulette, superenalotto, lotto, win for life, poker.
–    Una proposta di percorso didattico.

del corso esistono inoltre versioni da 1 o 2 incontri (da due ore ciascuno) e può essere calibrato su insegnanti di matematica (dove, oltre a una rapida denuncia del problema, si affrontano i giochi d’azzardo più famosi dal punto di vista matematico) o insegnanti generici (dove si affronta il problema dell’azzardo e della azzardopatia in un’ottica pluridisciplinare, così da fornire spunti per eventuali percorsi di educazione civica).

IMPORTANTE: per lo streaming mi connetto tramite fibra, uso una action camera come webcam (ripresa quindi ampia e di alta qualità), microfono professionale, faretti per l’illuminazione e soprattutto proiezioni alle mie spalle (quindi nessuna alienante condivisione schermo!).

a lato i commenti di alcuni colleghi che hanno partecipato alla formazione on line mentre qui invece trovi gli altri corsi di aggiornamento

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inoltre, gli stessi argomenti sono trattati in questa conferenza-spettacolo e in questo libro edito da Dedalo

[1] La definizione in uso comunemente è ludopatia, ma reputo la parola fuorviante: non è il gioco in senso lato, il problema, ma la scommessa. È l’azzardo che crea la patologia. Da cui il neologismo…