Il potere dei sogni.

Il potere dei sogni.

 

Un sedicenne amante delle donne e della lettura, gran suonatore di violino, anche se non talentuoso, e sognatore incallito: un ragazzo come tanti, uno di quelli che incontro in aula ogni giorno. Un giovane uomo amante delle scienze. Così mi immagino Albert Einstein quando, seduto al suo banco mentre guardava fuori dalla finestra durante l’ora di matematica che quella mattina era veramente troppo noiosa, si immaginò di correre veloce. Sempre più veloce. Talmente veloce da raggiungere la luce! …e questo gli sembrò impossibile! Perché se così fosse stato, correndo con in mano uno specchio non avrebbe mai visto la sua immagine riflettersi su di esso, visto che la luce non lo avrebbe mai potuto raggiungere! Assurdo! Perché se così fosse stato un amico a cui corresse incontro lo avrebbe visto prima arrivare e poi partire. Una follia concettuale! Perché se avesse corso accanto ad un lampo avrebbe visto la luce ferma, oscillare come un’onda stazionaria… e questo era impensabile, allora come ora.

E si ritrovò quindi a scacciare quell’idea così balzana con un sorriso, o forse addirittura con una risata fragorosa. Così fragorosa da venir ripreso dal suo professore. Una risata ed una strigliata che però non seppellirono quel sogno, che invece rimase in un angolo della sua mente a riposare, crescere, germogliare, sino a che, nel 1905, non divenne uno dei due postulati alla sua creatura più fertile: la luce viaggia ad una velocità che è la stessa per chiunque la misuri, indipendentemente dal suo stato di moto. Ovvero, la velocità della luce è un limite invalicabile, assoluto.

Un postulato apparentemente innocuo, ma che insieme all’altro pilastro del suo pensiero (la fisica è la stessa per tutti gli osservatori) diede origine a una vera e propria rivoluzione: scientifica e culturale.Uno stravolgimento del pensiero che non immaginava minimamente, quando pubblicò l’articolo “sull’elettrodinamica dei corpi in movimento” che doveva essere semplicemente a chiusura di alcuni problemi aperti di inizio secolo: poco più di qualche puntino sulle “i”. Poche pagine che invece sconvolsero profondamente il mondo intero, a partire dal nostro pensarci. Perché se prendiamo per buoni i due postulati, detta c la velocità della luce, la matematica che descrive questa “nuova” fisica doveva prevedere che c + c facesse ancora c. Da cui uno stravolgimento dei concetti di spazio e tempo a partire proprio dall’idea di durata e cronologia, pilastri presi per assoluti fino al giorno prima che all’improvviso diventarono relativi.

Chi è nato prima? Dipende da dove lo guardi.Quanto dura un fenomeno? Dipende da dove lo guardi. Balzani effetti che rasentano la fantascienza, sfidando il comune pensare, ma che trovano continuamente conferma in tutto il mondo, a partire dal funzionamento del GPS o dei reattori nucleari.

…il potere dei sogni…

 

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Il presente articolo è stato pubblicato sulla rubrica “Fisica? Un gioco.” – Sapere, aprile 2015 – ed. Dedalo.

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