Genitori, aiutateci voi

Genitori, aiutateci voi

 

Camminando per le strade rosse della provincia di Iringa, Tanzania, può capitare di vedere cose stranissime. Baobab che per essere abbracciati richiedono una ventina di adulti e che, al tempo in cui Gesù predicava, avevano già un centinaio di anni. Formicai alti come un uomo. Antilopi dal manto lucido e sanissimo passeggiare indisturbate e incuranti della tua presenza. Bambini di 5 o 6 anni che, con in equilibrio sulla testa i libri di scuola, percorrono da soli 3, 4, a volte 10 km per andare a lezione.

Lungi da me limitarmi a decantare la bellezza dell’Africa, criticando l’occidente, l’Europa, l’Italia. Perché difetti e problemi, quelle terre, ne hanno sin troppi. Per esempio può capitare anche di vedere montagne di bottiglie di plastica abbandonate a degradarsi sotto piogge torrenziali. Ma ci sono differenze importanti che ci devono mettere all’erta sui rischi del nostro benessere.

Quella su cui vorrei concentrarmi è come trattiamo ragazzi e bambini.

 

In Italia il numero di figli per donna è 1,38, in Tanzania 5,16. Forse è (anche) per questo che oggi tendiamo a difenderli “come fossero d’oro”. È indubbio che i figli siano il nostro futuro, il senso della vita, l’illusione di sopravvivere alla morte, amore allo stato puro. Ma difendendoli ad oltranza, aprioristicamente, da tutto, rischiamo di renderli di vetro! Da preziosi come l’oro a fragili come il cristallo.

È di pochi giorni fa[1] la notizia di una mamma che ha schiaffeggiato la maestra della figlia perché aveva rimproverato la bambina. La settimana scorsa due ragazzini hanno distrutto il Titanic in Lego presente ad una famosa mostra e i genitori hanno dichiarato di non voler pagare i danni: secondo loro la colpa è degli organizzatori che non hanno difeso l’opera. L’anno scorso i genitori di una alunna della scuola in cui insegno hanno fatto ricorso a fine trimestre per contestare il voto in condotta[2]. E poi si perde il conto degli insegnanti minacciati o malmenati, dei voti contestati, degli avvocati schierati contro insufficienze o bocciature … Insomma, troppo spesso i genitori tendono a esser armatura dei loro figli, genitori spazzaneve, e questo impedisce alla prole sia di assumersi la responsabilità di ciò che fanno, sia di imparare a gestire difficoltà e problemi. Sino al punto in cui, quando incontrano un fallimento nel mondo “reale” (per esempio all’università) e non ci sono papà e mamma a risolvere il problema, vanno in pezzi. Credo sia (anche, non solo) per questo che aumentano di giorno in giorno ragazzi che soffrono di attacchi di panico o patologie simili.

 

Similare è il “concedere loro di tutto: da permessi e concessioni a oggetti materiali. Perché io non ho avuto, quindi voglio che a loro non manchi nulla”. Atteggiamento che può portare, quando va bene, a ragazzini che hanno veramente tutto e che faticano a desiderare qualcosa[3], ma che nei casi più gravi possono portare a piccoli adulti incapaci di accettare un “no”, o che non danno valore ai soldi, al sacrificio, all’attesa.

 

E concludo ricordando quello che credo sia la più grande conquista dell’occidente: aver regalato ai bambini l’infanzia, il diritto di essere bambini! Non è una cosa scontata. Assolutamente. È un diritto inalienabile, certo, ma nel mondo sono pochi i posti in cui questo è riconosciuto e tutelato. E noi, dopo aver dato con una mano, stiamo togliendo con l’altra[4]. Sto pensando alle canzoni che ascoltano alle feste di compleanno[5], a come si vestono i protagonisti delle trasmissioni televisive che guardano e a quanto il sesso o la violenza (per esempio) siano centrali nelle loro trame, ai vestiti firmati, all’apparire come meta e valore, ai social

 

Perché tutto questo sfogo? Direte voi. Perché tutti questi atteggiamenti, oltre che a (credo) essere deleteri per i giovani, remano contro la scuola. Ragazzini che non si assumono le responsabilità, bambini abituati ad avere tutto sempre e subito, giovani che non hanno mai ricevuto un vero “no” e che non riconoscono “l’autorità” sono, per la scuola prima e il vivere sociale poi, un veleno. Invece, se vogliamo bene ai nostri ragazzi e a questo paese e se vogliamo aiutarli a definirsi e provare a cambiarlo, è la scuola una delle cose su cui puntare! Perché è (anche) nella scuola che si formano questi bambini, ragazzi, giovani, cittadini. Perché è nella scuola che si semina per il futuro.

 

 

[1] Mentre scrivo è ottobre 2017

[2] Voto giustificato da note e richiami che comunque non avrebbe avuto nessuna influenza sulla valutazione finale o nel curriculum della ragazza, visto che frequentava la prima… ma tant’è…

[3]Son diventata una ladra di desideri” ha confidato una mia amica quando il figlio le ha detto che per Natale non desiderava nulla, perché avendo tutto non c’era nulla da sognare.

[4] Come società, non solo come genitori. Ma le famiglie hanno grandi responsabilità e grandi possibilità di intervento.

[5] Non Cristina D’Avena o I Micronauti, ma Christina Aguilera e la Colita dal “movimento sexy”!.

2 thoughts on “Genitori, aiutateci voi”

  1. ciao Federico, mi permetto di darti del tu visto che sono poco più vecchio di te (1967)… che dire, ti ho visto ieri sera al teatro degli Alemanni per puro caso, ho sentito una collega di lavoro che veniva a vederti ed ho chiesto informazioni… poi ho sentito mia figlia, 4° liceo al Righi ed insieme abbiamo deciso di venire, un po’ titubanti ed un po’ curiosi. La cosa migliore fatta quest’anno…certo è appena iniziato, ma credo che difficilmente proverò di nuovo una soddisfazione così… è importantissimo incontrare persone come te, è importante a 51 anni, figuriamoci a 17! Mia figlia ha la fortuna di avere un paio di prof di spessore come te (vabbè, tu sei un po’ più suonato, ma questo è perchè sei un vero eclettico…) e sono certo che sta recependo appieno i messaggi che trasmettete… sì perchè tu dici cose nello spettacolo che colgono nel segno, tra uno scherzo ed una esibizione appoggi una pietra che colpisce profondo. Davvero bravo… aggiungo che ti invidio molto, chi riesce nella vita ad approfondire così le sue passioni ha tutto il mio rispetto, giocoleria, musica, clown… qualsiasi cosa fatta con questa passione merita rispetto infinito. Quando poi la passione si unisce all’insegnamento, bè, tanto di cappello. Insomma pur non conoscendoti posso dire di avere avuto l’onore di vederti ed ascoltarti… grazie per quello che fai, grazie per aiutare questi giovani (che scemi non sono come qualcuno vuole continuamente farci credere) a pensare, a credere, a vedere che possono sognare ed impegnandosi riuscire. Se posso dirlo mi ricordi molto D’Avenia, che con la letteratura riempie i teatri di 20enni… continua così, ora ti seguo e se capiti di nuovo a tiro torno a vederti, con mia figlia e con le sue amiche!!! ah, naturalmente ho comprato e comprerò anche il tuo prossimo libro, certo di non rimanere deluso. Grazie ancora, spero di non averti annoiato ma ci tenevo a scriverti…

    1. Con il mio lavoro ho il privilegio di poter seminare….ma non si sa mai quanti “semi” arrivino davvero a segno.
      Grazie quindi del messaggio…ma ora tocca a voi, genitori e insegnanti, seminare altro e innaffiare. …e alla ragazza poi raccogliere.
      Buona vita quindi, grazie ancora e…a presto!

      …per quanto riguarda invece il “prof di spessore”, invece, non saprei proprio. Credo che siano i miei studenti a dover riapondere…. ma grazie per la fiducia.

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