Fake – di bufale si muore

Fake – di bufale si muore

5G, cure miracolose, astrologia, cerchi nel grano, scie chimiche…

A volerle elencare tutte, non ci si crede per quante sono!

La dieta alcalina, la mente quantica, la memoria dell’acqua, l’area 51, il fantasma di Azzurrina…

Bufale! Bufale ovunque. La rete ne è piena, invasa! Ma non solo la rete! Dal passa parola della piazza virtuale a volte sbarcano pure ai piani alti della politica, e le volte in cui invece la politica resiste sono magistrati e giornali a essere condizionati dall’opinione pubblica… come resistere? Quali gli anticorpi? Dove la strada? Perché è ormai dimostrato che anche le bufale più assurde hanno vita lunga.

Lo sbarco sulla Luna, l’11 settembre, l’HIV, il covid-19…

Cosa spinge chi non pensa un minuto a condividere “la qualunque”, a mettere tutto in discussione, a sposare qualsiasi causa o teoria del complotto, a rifiutare ogni spiegazione scientifica o anche vagamente logica, additandole come pure speculazioni, fandonie, anticorpi del sistema che si vuole difendere? In barba non solo rasoio di Occam, ma anche ai sillogismi aristotelici più facili, cosa spinge persone a passare notti intere a “formarsi” su siti di “contro-informazione”, per poi professare quanto memorizzato, più che appreso, come fosse il verbo? E quali le loro e le nostre responsabilità?

Vaccini e autismo, olio di palma, la cura di Bella, Stamina, i rettiliani, gli ufo, il Nuovo Ordine Mondiale…

…e cosa fare quando “l’anima del complottista” è dentro di noi?

Fake è una conferenza-spettacolo pensata per portare a ragionare su tutti questi quesiti, tra una risata e una denuncia, mentre le due anime dell’attore si confrontano e scontrano sul palco cercando l’una di aver ragione sull’altra…

Fake nasce da una consapevolezza: vuoi perché qualcuno si arricchisce a discapito di altri, vuoi perché aumenta l’anti-scientismo, vuoi perché qualcuno ci rimette la salute, condividere una notizia di cui non siamo certi è un atto di cui dobbiamo assumerci la responsabilità!

Solo noi possiamo bloccare la crescita esponenziale delle “notizie false” e farlo è un dovere.

Perché di bufale si muore.

Fake, di bufale si muore ha la durata un’ora e trenta, compreso il tempo delle domande da parte del pubblico, e le uniche esigenze tecniche sono un videoproiettore a cui collegare il pc, una parete su cui proiettare, l’illuminazione della sala, un tavolo e una sedia.

Adatta sia per ragazzi delle superiori che per adulti, è stata pensata per scuole, teatri, convegni, festival…