esce “la legge del perdente”!

Ciao.

Oggi per me è un giorno importante e sono felicissimo di condividerlo con voi. Oggi infatti esce “La legge del perdente“: un lavoro in cui credo moltissimo, edito da Dedalo.

…è un libro per adolescenti, studenti universitari, docenti, appassionati di matematica e curiosi in genere, ma soprattutto per tutti coloro che hanno voglia di rivalsa, ricerca del rischio o dell’eccitazione, e desiderio di sfidare il fato.

Ma non voglio tediarvi con altre parole. Queste poche righe sono solo per informarvi dell’uscita ma potrebbero anche diventare uno spazio in cui commentare … Anzi, avere la vostra opinione mi farebbe proprio piacere, se mi farete l’onore di leggerlo.

A seguire un a piccola intervista rilasciata a letture.org[1] per farvi un’idea di cosa tratta, mentre qui trovate una recensione davvero interessante. Altra recensione interessante a pag.140 della Rivista di didattica della matematica 4/2018 (grazie a Massimo Ferri per le parole e a Silvia Sbaragli per l’ospitalità).

A presto, fb

  • Professor Benuzzi, Lei è autore del libro La legge del perdente. La matematica come vaccino contro l’azzardopatia pubblicato da Dedalo: come le è venuto in mente di scrivere questo libro?

È dal 2005 che mi occupo di divulgazione. Tra l’altro ho una visione precisa di come dovrebbe essere il divulgare: quando si parla di scienza, si deve fare scienza. Non si deve stupire il pubblico con effetti speciali. Non solo, almeno. Così come non si possono solo snocciolare dati su dati. Si deve invece proporre esperimenti, teoremi, riflessioni per spingere la platea dentro la materia che si vuol divulgare. È con questo spirito che da anni porto in giro Fisica Sognante: un lavoro sulla fisica della giocoleria.

Fu durante una delle repliche di questa conferenza-spettacolo che mi notò la responsabile di Spazio Giovani Onlus, una realtà che si occupa da anni di prevenzione all’azzardopatia, e mi chiese di occuparmi di gioco d’azzardo con le stesse dinamiche tipiche del mio divulgare.

Mio padre mi ha sempre insegnato ad accettare le sfide e così dissi sì senza rifletterci troppo. Per fortuna. Dopo sei mesi di studio sul tema, tra matematica, sociologia, normativa, psicologia e antropologia, è nata una nuova conferenza-spettacolo, L’azzrdo del giocoliere, che, devo ammettere, mi sta dando non poche soddisfazioni.

E come spesso mi capita, dopo un po’ di tempo che rifletto su un argomento, mi confronto col pubblico, scrivo articoli e ripenso le mie conferenze-spettacolo, sono passato dai corsi di aggiornamento per docenti prima al bisogno di raccontare il percorso. E così eccomi lì, l’estate scorsa, chino sul pc a scrivere. Fortunatamente ho incontrato chi ha trovato il progetto interessante: usare la matematica come vaccino contro la dipendenza.

  • Perché parla di Azzardopatia e non di Ludopatia?

Perché il problema non è il gioco. Il problema è la scommessa. Non si è mai sentito di qualcuno con una dipendenza patologica da palla avvelenata, mentre esiste, eccome, una tragica dipendenza dalle scommesse. La puntata in denaro rende il gioco tremendamente serio. Introdurre un’attività “adulta”, lo scommettere, in un contesto di gioco in cui si mettono a repentaglio “valori” per ottenere vantaggi – economici, di riconoscimento sociale, di potere… – rende l’azzardo un veicolo per ottenere eccitamento psicofisico. E il tutto è alimentato dalla prospettiva di poter sfidare il destino: una miscela che definire esplosiva è poco.

  • Perché si può affermare che l’unico vero vaccino contro l’azzardopatia sia la matematica?

Uno dei primi articoli nei quali mi sono imbattuto nel periodo di studio sul tema riportava uno studio OCSE in cui, i dati raccolti, erano a dir poco sconvolgenti: l’impegno economico – cioè quanto si spende in proporzione a quanto si guadagna –  cala al crescere della cultura matematico scientifica. Non me ne vogliano i colleghi umanisti, ma i dati erano chiari! Più un popolo conosce la matematica e il metodo scientifico, meno i suoi membri scommettono (in proporzione al guadagnato).

La conoscenza della matematica quindi funziona proprio come un vaccino! Più è diffusa, più aumenta la copertura vaccinale, meno è facile ammalarsi e meno la popolazione interessata è soggetta a casi di dipendenza o, nel peggiore dei casi, di dipendenza patologica.

  • Cosa vuol dire essere dipendenti patologici dalle scommesse?

Immagini di essere al lavoro, in ufficio, seduto davanti al pc, e di fare di tutto per non essere visto mentre naviga su siti di scommesse sportive. Di andare al bagno più spesso dei colleghi per controllare le puntate al cellulare. Di essere al bar con alcuni amici, fisicamente, ma di cadere continuamente, con lo sguardo e con la mente, su quei gratta e vinci appesi là in fondo, alla parete dietro la cassa. Di passeggiare coi suoi figli e, con una scusa, di entrare in una tabaccheria per comprare le caramelle … per poi restare due ore davanti alla slot machine dicendo ai suoi bambini che devono pazientare, perché “manca poco, la macchinetta ormai è stanca: sta per pagare, me lo sento!”. O anche, se vuole, immagini di essere con sua moglie, sdraiato nel letto, con la testa che le scoppia perché non riesce a trovare un modo per giustificare un ammanco nel conto corrente comune…

Chi è dipendente patologico passa il tempo a pensare al gioco, a come rifarsi, a come trovare i soldi per scommettere. Tralasciando il fatto che il tempo è la cosa più preziosa che abbiamo, in questi frangenti, che presto diventano la vita di tutti i giorni, tutto il giorno, iniziamo a mentire ai nostri cari, trascurare il lavoro, rubare…

I dipendenti patologici presto restano soli, immersi in un mondo tutto loro che in realtà non gli appartiene.

In altre parole è simile, in tutto e per tutto, ad una dipendenza da alcol o droghe. Con la differenza che qui non c’è una sostanza da inoculare e che quindi è ancora più difficile da curare.

  • Quanta gente gioca e quanto spende?

Dipende. Per esempio a Lissone, vicino a Milano, spendono in media 1800€ euro all’anno, mentre a bollate, a pochi chilometri, “solo” 600. Quindi i dati variano molto da comune a comune, ma non credo che a Milano Est si giochi 3 volte di più che a Milano ovest. Semplicemente a Bollate ci sono 4 VLT ogni 1000 abitanti. A Lissone il doppio… Ricordo questi dati perché sono stato pochi giorni fa a fare un paio di repliche de L’azzardo del giocoliere nel carcere di Bollate, per gli ospiti, e al tetro cittadino di Lissone, per le superiori. Per chi fosse interessato sono recuperabili sul sito del gruppo espresso Italia delle slot.

Ci tengo però a sottolineare che le cifre ricordate sono pro capite! Contando quindi anche i bambini e chi non gioca, spendono in media una mensilità all’anno. Questo vuol dire che per chi gioca veramente i dati sono molto, molto più preoccupanti. C’è chi arriva a spendere anche 10 o 20 mila euro l’anno e anche più. E non stiamo parlando certo di persone che se lo possono permettere.

  • È possibile battere il banco?

Se intende volontariamente sì, è successo. Ma sono casi che si contano sulla punta delle dita! E sempre, sia quando è stato trovato un baco nel gioco che quando hanno escogitato un “metodo” per aggirare le regole, chi ci è riuscito era un abile matematico! E ogni volta il mondo del gioco d’azzardo è corso ai ripari: correggendo errori o cambiando regole.

Se intende per un colpo di fortuna, certo. L’errore è cercarlo! Nel 2009, per esempio, in un famoso torneo di golf internazionale era stata messa in palio una Bmw Z4 Roadster per chi fosse riuscito a far una buca con un solo colpo. Ovviamente nessuno sperava di riuscirci, l’obiettivo era, come sempre, avvicinarsi il più possibile. Ma LeifOlson non solo mandò la palla sul green: il suo colpo, facendo carambola contro un’atra pallina, finì direttamente in buca! Capisce? È successo, quindi non è impossibile. Come non è impossibile vincere al Superenalotto. L’errore è pensare che capiti a noi!

  • Quali sono le possibilità di vincere al Superenalotto?

Circa uno su seicento milioni. Nel mio libro insegno come calcolarla esattamente e come gestire questo numero esorbitante ma, tanto per capirci, sarebbe come indovinare il mio numero di cellulare senza conoscere il mio operatore, o, sapendo che la mia amica Ada non vive più in Italia ma si è trasferita in un paese della comunità europea, incontrarla per sbaglio, passeggiando per le vie di uno qualsiasi dei 28 stati membri …

  • Cosa si può dire del Lotto, dal punto di vista matematico?

A differenza del Superenalotto che ha un payout definito – restituisce in premi il 35% del giocato – il Lotto si affida completamente alla matematica e paga in proporzione a quanto investito. Quindi, in linea di principio, è sbancabile. Diverso è però pensar di vincere il premio massimo! La probabilità di vittoria è circa una su 40 milioni. Per restare all’esempio di prima sarebbe come confidarvi che la mia compagna si chiama Giulia, ma non dirvi dove in Italia viva: ora tocca a voi trovarla passeggiando a caso per le vie di uno qualsiasi degli 8000 comuni del bel paese.

Ci tengo però a sottolineare anche che non esistono metodi per vincere basati sulla cabala! Se esistessero crescerebbero come funghi i miliardari. Purtroppo invece quello che aumenta è il numero delle sale slot… e dei dipendenti patologici.

  • Si può guarire dalla Azzardopatia?

Si. Ma solo se lo si vuole davvero e con l’aiuto di professionisti, psicologi o psichiatri, della famiglia e di gruppi di auto aiuto. Nessuno escluso.

La vera battaglia però è non ammalarsi ed è per questo che abbiamo pubblicato questo libro.. E credo che la scuola abbia, in tutto questo, una responsabilità enorme. La legge del perdente l’ho scritto anche con questo obiettivo: letto nel modo giusto può tranquillamente diventare un percorso da fare in classe.

 

[1] Un delizioso sito che parla di libri attraverso le parole degli autori! Ve lo consiglio!

18 thoughts on “esce “la legge del perdente”!”

  1. Il libro è bellissimo e mi ha dato tanti spunti didattici per rendere la matematica, ed in particolare in questo caso il calcolo delle probabilità, più interessante e vicina ai ragazzi ed al mondo che ci circonda. Spero di vedere presto il tuo spettacolo ” L’ azzardo del giocoliere “!

    1. Felicissimo! Il sussidio didattico era uno degli scopi trasversali del libro!
      per quanto riguarda l’azzardo del giocoliere, se tra le date pubblicate sul sito non c’è nulla di vicino in cui venire si può sempre pensare di organizzarmi una ad hoc… ;-)

  2. Un libro che fa pensare, che fa capire anche a uno che i numeri sono importanti soprattutto se si parla di gioco! E per me che insegno la pallacanestro è fondamentale far capire che le statistiche sono importanti in tutti i “giochi”
    Gelo

  3. Grazie per il suo bellissimo ultimo libro.
    Leggerlo é stato piacevole e anche divertente. Mi ha suggerito nuove idee per affrontare la probabilità a scuola in modo diverso.
    Così l’ho proposto ai miei ragazzi come lettura estiva per affrontare meglio questo argomento all’inizio del prossimo anno scolastico.

  4. Libro davvero chiaro e interessante, la storia raccontata ti prende al punto che in 2/3 giorni al massimo lo si finisce.
    Linguaggio chiaro per ogni età con passaggi ripetuti sia mediante parole che con disegni, me ne serviró per la stesura della mia tesina di maturità e l’ho trovato per questo molto utile

  5. Mi permetto di copiaincollare una mail ricevuta. Grazie Daniela, chiunque tu sia.

    ——

    Capita poi che un’amica e collega ti regali un libretto per il compleanno e quel libro sia proprio “La legge del perdente”.

    Il tutto mentre, in una quarta liceo scientifico, stai parlando di calcolo combinatorio e calcolo delle probabilità.

    Nulla avviene mai per caso e quindi è giusto, dopo questo “incontro”, che io dedichi una recensione a questo simpatico libro http://www.amolamatematica.it/index.php/libri/item/863-la-legge-del-perdente

    Spero che la recensione sia di suo gradimento.

    Complimenti e ancora grazie!

    Daniela

  6. Sono molto contento della lettura che ho fatto. L’ho finito in due giorni.

    La storia che è capace di tenerti attaccato al libro per ore, mostrando ed evidenziando quanto sia intrigante spiegare una materia così complicata in modo semplice ed entusiasmante, ma non banale.

    Da concetti semplici, fino ad arrivare ai più complessi, senza formule complesse, ma con il ragionamento.
    È questo il punto forte, è un libro per tutti e che può far ricredere le idee a molte persone.
    Offre una prospettiva sul gioco d’azzardo unica, in grado di far realmente capire le assurdità matematiche dietro a questo inganno legale.

    Se ne dovrebbe parlare di più nelle scuole, e lo dico da studente.
    Complimenti davvero!

  7. Ho letto il libro in poche ore, era difficile chiudere e andare a dormire, ero troppo curioso di sapere come sarebbe finita. La storia è estremamente coinvolgente e non c’è assolutamente da preoccuparsi della matematica, che è resa dal contesto molto interessante e persino divertente. Tutti i testi divulgativi dovrebbero essere così.. Spero che questo libro abbia tutto il successo che merita. Tanti saluti!

    1. e tutti i commenti dovrebbero essere così! ;-)
      scherzi a parte, tu scrivi: “la matematica è […] persino divertente”?? ma come ti permetti? :-D
      grazie! ora spero che tanti lo leggano… ma intanto “mi accontento” di questo tuo commento! gioia per il cuore.

  8. Sicuramente leggerò il tuo libro. Intanto ci vediamo domani al teatro Nuovo di Varese per “L’ AZZARDO DEL GIOCOLIERE “.
    A prestissimo
    Donatella

  9. Federico, sono davvero orgigliosa di essere tra i tuoi amici…siamo lontani geograficamente, ma molto vicini mentalmente. Si davvero un grande…il tuo libro farà parte con certezza della mia ricca biblioteca privata. Ti abbraccio con l’augurio di un successo strepitoso (come al solito).

Rispondi