#cicapfest18

#cicapfest18

 

Innanzitutto l’acronimo: Comitato Italiano di Controllo sulle Affermazioni sulle Pseudoscienze.

Quando il CICAP mi ha contattato, nella persona di Massimo Polidoro – segretario nazionale, per chiedermi se ero interessato a partecipare al loro primo festival ho accettato con entusiasmo (#cicapfest18). Nonostante fosse un incastro difficile in quanto la mattina di quel giovedì lavoravo a Varese, per il MIUR, e il giorno dopo sarei stato impegnato nel bolognese con un’altra replica di Fisica sognante, fui subito felice di accettare: conosco il loro lavoro da anni e poterne fare parte, anche se marginalmente, era un onore, prima ancora che un’occasione.

E così il piano originale doveva essere partire il mercoledì sera alla volta di Varese, lavorare la mattina per FuturaVarese, mettermi in auto entro le 14 per essere a montare a Padova entro le 18, fare la performance e rientrare a Bologna la notte stessa, così da poter essere già in zona per la conferenza del venerdì e riposarmi sabato e domenica… In parole povere, la classica tirata! Un migliaio di chilometri e tre repliche nell’arco di 48 ore… Ora, ci sono abituato: a viaggiare tanto, a fare più repliche in pochi giorni o nello stesso giorno, ad arrivare in un posto montare, “performare”, ripartire. Sempre di corsa, poco tempo per delle chiacchiere o allacciare relazioni…

Poi li ho conosciuti! Un gruppo di professionisti appassionati che dedicano tempo, energie e intelligenze a combattere bufale e fake. Per l’amore del sapere, della verità, della Scienza. E mi sono sentito piccolo e in debito, nonostante fossi lì anch’io come volontario, ma al contempo parte di qualcosa di bello ed elettrizzante. Così, dopo la conferenza, invece che rientrare subito a casa mi sono trattenuto per una birra, in un delizioso baretto in pieno centro storico, e, in mezzo a tutte quelle maglie arancioni, a parlare di intelligenza artificiale e droni, mi sono sorpreso felice. L’ingegnere libero professionista, il ricercatore universitario, lo sperimentatore, il medico, il mago, il professore, lo psicologo, l’antropologo, il giornalista: un caleidoscopio di sapienze e prospettive che mi ha fatto sentire forte l’impegno dell’uomo a perseguire la conoscenza. E al mondo d’oggi, con tutta la “fuffa” e le sciocchezze che girarono in rete, Dio solo sa quanto ce ne sia bisogno.

Rientrando a casa, a notte fonda, ho capito che sarei tornato, il giorno dopo, per vivere ancora quella sensazione inebriante e “giusta” al contempo, fregandomene delle ore di sonno che mai recupererò e degli altri impegni che avevo preso. Tanto ormai l’ho capito, sono destinato a non averla, una vita privata…

Il sabato e la domenica sono stati un susseguirsi di conferenze, chiacchiere, spettacoli, mostre: un caleidoscopio di stimoli sia nei contenuti che nei modi di divulgare.

Ho parlato con Francesco Grassi che ha scritto un delizioso libro sui cerchi nel grano, dove sfata la loro origine spaziale, racconta la sua esperienza di “creatore di crop circle” e parla di “incontri ravvicinati” con i “beleaver”: i credenti del nuovo millennio.

Ho assistito a un intervento di Simone Angioni, chimico e ricercatore a Pavia nonché fondatore di Scentificast.it, sulle scie chimiche, su come sia nata la leggenda, su come da anni non ci siano più “notizie nuove” da sfatare e su come, come tutte le leggende, continui a risorgere dalle sue ceneri. Purtroppo.

Ho ascoltato un talk di Roberto Vanzetto, fisico e divulgatore, su come le notizie, anche se vere e documentate, possano, per come vengono selezionate o presentate, diventare fonte di misunderstanding, quando va bene, se non seme di vere e proprie fake. O di come, ancora, queste possano condizionare l’opinione pubblica.

Ho partecipato ad una conferenza dei ragazzi di BetOnMath sul gioco d’azzardo e la ludopatia e a un intervento di Amedeo Balbi, astrofisico, ricercatore e divulgatore, sulla ricerca di vita nell’Universo: le frontiere, i limiti, le possibilità.

Ancora, abbiamo riflettuto con Daniele Ovadia, giornalista e codirettore di Neurosience and Society Lab, su quanto sia irrazionale credere nei marziani o in Dio e ho visitato l’Illusionarium: una mostra a cura di Carlo Faggi su illusioni ottiche e inganni della mente e dei sensi.

Ma non è finita qui! Grazie a Marco Morocutti – ingegnere e progettista elettronico, Giuliana Galati – ricercatrice all’università Federico II, e Armando de Vincentiis – psicoterapeuta, sono stato “nel” castello di Azzurrina, alla ricerca di voci dall’aldilà, abbiamo cercato nei meandri dei reperti archeologici la presenza di segnali di visite aliene sulla terra, ci siamo interrogati sulla realtà delle possessioni demoniache. E sempre grazie a tutti loro ho capito ancor di più quanto vediamo ciò che vogliamo vedere, interpretiamo in base a chiavi che ci vengono fornite, siamo condizionati dalla nostra ignoranza e presunzione di conoscenza o dai nostri bisogni.

Ho conosciuto Michelangelo Coltelli – coordinatore di BUTAC: Bufale Un Tanto Al Chilo – e, chiacchierando con lui, ho capito quanto sia importante il lavoro del debunker, di come moltissimi di loro lo facciano per amore della verità e di come sarebbero da tutelare: perché è un lavoro civico, prima di tutto, che aiuta la polis tutta, e non si può lasciare a loro anche l’onere della difesa. Perché quando “pesti i piedi” a qualcuno di grosso che ti denuncia per diffamazione, anche se sei certo di aver ragione, l’avvocato lo devi pagare e non è detto che tu possa permettertelo…

E sempre in tema ho conosciuto Paolo Attivissimo, il Disinformatico: un grande! Fra il tanto fatto in nome del Vero, ha anche comprato, sbobinato e rimesso in ordine in un documentario di 8 ore i filmati originali degli esperimenti fatti sulla Luna: alla faccia di chi sostiene ancora (ma come è possibile?!) che non ci siamo mai stati.

E poi, ultimi ma non ultimi, ho assistito a un intervento di Piero Angela e Samantha Cristoforetti! Due giganti, letteralmente! Lui, nonostante gli anni, di una lucidità sconvolgente, pieno di ricordi e arte retorica, ha mostrato sapere e passione per il sapere, tanto da spingere gli 800 ospiti del teatro Verdi a regalargli copiosi applausi e due standing ovation. Trattamento riservato anche ad AstroSamantha (a quanto pare si è scelta lei il nome e le piace!). Tolto il fatto che, oltre agli studi scientifici e la laurea è anche top gun e parla fluentemente italiano, inglese, francese, tedesco e russo (sta studiando cinese, per la cronaca!), l’altra sera ha mostrato grande ironia, presenza di spirito, ma soprattutto capacità di comunicare ai presenti, ragazzi in primis, messaggi importantissimi. A partire dal fatto che essere scelta tra migliaia di aspiranti astronauti (solo in 7 ce l’hanno fatta) è stata anche questione di fortuna. Nonostante avesse dato il meglio, come tutti gli altri. E che quindi non si deve fare del traguardo una malattia, ma si deve comunque dare il massimo! Per vivere il percorso. Per essere soddisfatti di sé.

Sì, lo so, per parlare di tutto questo servirebbero probabilmente un articolo per ogni tema (e non è detto che non lo faccia…) ma l’intento non era spiegare nulla! Senza contare che tutto ciò era solo un decimo di quanto il festival proponeva! L’intento di queste righe era condividere un momento che tutti, vorrei, potessero vivere.

Ora però non cercate scuse. Sapete che è possibile. A voi, a noi Partecipare.

2 thoughts on “#cicapfest18”

  1. LEGGI KANT: “Se vuoi conoscere il mondo, prima devi conoscere gli uomini, le loro menti ed i loro sensi, nella loro manifestazione empirica,” cioè negli atteggiamenti e nei comportamenti, che sono a loro volta filtrati dalla percezione della nostra mente come soggetti riceventi. Quindi il mondo è relativo alla nostra mente

    La Teoria della relatività, si compenetra anche nelle relazioni della nostra psiche, tutto è relativo, tutto e soggettivo…e..
    Tre grandi, inascoltati, italiani lo hanno ben configurato nel ‘900…infatti
    1) le analisi di Piero Sraffa sull’uso soggettivo, in azienda, del Plusvalore / M.O.L/ Ricchezza, creata dalla vendita dei prodotti
    2) gli studi sul valore soggettivo delle leggi statistiche in fisica e nelle scienze sociali di Ettore Majorana
    3) i modelli matematici sviluppati da Bruno De Finetti in 50 anni, (…calcolo della probalità soggettiva e come determinare una misura soggettiva dell’utilità…)
    * sono tese a dimostrare la nostra valutazione soggettiva del dato (sic) oggettivo.

    La rivoluzione telematica è il secondo passaggio
    In organizzazione e comunicazione, da Marshall McLuhan in poi, si conferma il secondo passaggio CIOE’ Lo strumento non è solo agente, ma è conformante il messaggio:
    la trasmissione di dati, d’informazioni.

    Ritorniamo sempre a Kant, la nostra interpretazione è l’interpretazione della nostra mente ed è determinata, certamente dai codici comunicativi, ma anche dalla tipologia di emissione e dallo strumento trasmittente: computer, televisione, internet hanno cambiato lo stile di relazione.

    1. Non nascondo che non ho capito dove vuole andare a parare.. rileggerò con più calma, magari non da cellulareper.
      ora però sottolineo soltanto come la relatività non dice che tutto è relativo, anzi…

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